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Trasparenza retributiva

26 Gennaio 2026

La Trasparenza Retributiva e la Direttiva UE 2023/970

Da qualche tempo sentiamo parlare di trasparenza retributiva ovvero di “….parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione”, un principio che i trattati europei sancirono nel 1957 ma che oggi sembra ancora lontano dall’essere raggiunto tanto che, il divario retributivo di genere persiste in modo significativo in tutti gli Stati dell’Unione Europea.


La Direttiva UE 2023/970 rappresenta un passo decisivo in questa direzione. Entro il 7 giugno 2026, tutti gli Stati membri dovranno recepirla introducendo meccanismi vincolanti di trasparenza lungo l’intero ciclo di vita lavorativa: dalla selezione del personale alla gestione delle politiche retributive. L’obiettivo è garantire processi più equi, accessibili e misurabili.


Ecco i principali obblighi:
Obblighi pre-assunzione (Art. 5)
La trasparenza inizia dalla fase di selezione: gli annunci dovranno riportare indicazioni retributive e non sarà più possibile chiedere ai candidati la retribuzione attuale o precedente. Questo interrompe un meccanismo che spesso ha alimentato disparità già esistenti, favorendo un equilibrio più reale tra datore di lavoro e candidato.


Gestione delle retribuzioni (Art. 6)
Durante il rapporto di lavoro, lavoratori e lavoratrici dovranno avere accesso alle politiche retributive, ai criteri di progressione* e ai percorsi di crescita, definiti secondo parametri oggettivi e neutrali rispetto al genere. Questo rafforza la chiarezza sulle opportunità e riduce il rischio di discriminazioni.
*Alcune aziende, a seconda della dimensione, possono essere esonerate dall’obbligo di comunicare le progressioni economiche.


Comunicazione del divario retributivo (Art. 9)
Le aziende dovranno monitorare i propri gap retributivi, elaborarli in report e predisporre azioni correttive. Le frequenze e gli obblighi variano secondo la dimensione dell’impresa, ma il principio resta lo stesso: rendere trasparente l’esistenza di eventuali divari e lavorare sistematicamente per ridurli.


Se queste sono le leve e i principi fondanti su cui agirà la Direttiva UE 2023/970, è innegabile il vantaggio competitivo che le aziende potranno avere sul mercato del lavoro, perché gli obblighi cui sono chiamate ad adempiere non rappresentano solo l’ennesimo onere legislativo ma un investimento importante per rafforzare la reputazione e attrarre talenti.


E non possiamo neppure non cogliere gli innumerevoli punti di contatto con la nostra UNI/PdR 125 che negli ultimi 3 anni ci ha fornito la possibilità di creare terreno fertile per accogliere queste nuove sfide affinché i temi dell’equità e della trasparenza non rimangono solo degli slogan ma diventino principi fondanti della cultura aziendale.

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